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07/06/2008 - VIAGGI AVVENTURA DI GENCHIEXTREME

SRI KAILASH TIBET - Viaggio alla montagna sacra e ai laghi Manasarovar, Lhasa e Kathmandu - Nepal

ITINERARIO

"V'è quivi fuori di strada un monte sterminante alto, molto largo di circuito, nella sommità ricoperto dalle nuvole e da perpetue nevi e ghiacci, e nel resto molto orrido e rigido per l'acerbissimo freddo, che in esso fa".
Ippolito Desideri S.J. 1716

Questa la prima descrizione fatta da un occidentale del monte Kailash che, sacro alle religioni Induista, Buddista, Bön e Janica si innalza aldilà dell’Himalaya sul pianoro Tibetano, ed è considerato il centro del mondo da milioni di fedeli. Per i Tibetani, ogni giro compiuto a piedi attorno alla montagna è un ulteriore avvicinamento al Nirvana. Alcuni affrontano i cinquanta chilometri del kora (il periplo della montagna) in una sola giornata, altri impiegano anche due settimane procedendo con una infinita serie di genuflessioni. Il gruppo raggiungerà il Kailash mescolandosi ai fedeli che vanno in pellegrinaggio al sacro monte. In volo dall’ Italia a Kathmandu in Nepal ed a Lhasa in Tibet. Una visita all’imponente Potala , simbolo della potenza temporale dei grandi abati lamaisti, ed al Jokang la cattedrale sacra a tutti gli ordini monastici del vajrayana. Formiamo la nostra carovana di jeep e lasciamo la regione di Ü per entrare in quella più ad ovest dello Tsang. Gli autisti ci condurranno sulla pista che in cinque giorni porta a Darchen. Lungo la strada visiteremo Gyantze con l'imponente Kum Bum e il monastero di Pelkor Chode e poi Shigatse con il monastero di Tashi Lupo residenza un tempo del Panchen Lama. Poi continueremo lungo la valle del Tsangpo (Brahamaputra) abbandonando la regione dello Tsang ed entrando negli immensi territori dove vagano i pastori Drokpa. Fra colline di 6.000 metri, pascoli, dune di sabbia, guadi e spazi sterminati incontreremo le loro tende nere e le mandrie di jak che punteggiano i pendii attorno agli accampamenti. In un ambiente dove ogni montagna presenta i colori più vari, raggiungiamo il Mayum la ed entriamo nel bacino del fiume Sutlej. Finalmente la piramide cristallina del Kailash comparirà di fronte a noi.

Disposto sul margine settentrionale della piana di Bharka, il villaggio di Darchan (grande barriera di preghiera) (4.620 m) è il punto di appoggio da cui inizia il pellegrinaggio attorno al Kailash : una dozzina di case ed una tendopoli. Lo sguardo spazia per più di cento chilometri oltre la piana delimitata dai sacri laghi Manasarova e Raksas , l’imponente Gurla Mandahta si staglia isolato sull’orizzonte meridionale ed alle sue spalle fan capolino le cime nepalesi del Saipal (7.031 m), dell’ Api e quelle del Garwal Himal in India. Da tutta l’immensa regione di Ngari (il Tibet occidentale) centinaia di pellegrini sono convenuti per innalzare il nuovo Tarboche ed intraprendere il kora (periplo della montagna): indossano cappelli dalle più strane fogge; sopra la chuba, la grande palandrana scura, portano fasce coloratissime. I più poveri si difendono dal freddo con abiti tagliati nella pelle di yak, le donne che giungono dal nord indossano mantelli rossi e neri. Con la nostra carovana di yak e cavalli, li seguiremo affrontando il cammino in tre giornate ed incontrando i pellegrini Bön che compiono il kora in senso inverso al nostro. Le tappe di questo percorso religioso ed esoterico si snocciolano come il rosario fra le mani dei pellegrini: i quattro chhatsal ghang (luoghi di genuflessione), il sacro palo o Buddha (tib. shapje dragdo), il Chorten Kang gni (lett.: chorten d’ingresso del kora), i luoghi legati alla leggenda di Gesar di Ling il lago Gaurikhund (tib. Tuuje Chempo tshom; lago del grande e compassionevole Bodhisattva), ed i gompa di Chhö-ku (pr. ciocu, 4.820 m), Driraphung (pr. Tintipu), Zutrulpugh . Il punto più elevato è il Dolpa La a 5.600 metri. Chi lo valica, ci ricorda Lama Govinda, entra in una nuova vita.Tornati a Darchen , una breve salita permette la visita dei monasteri di Gyengtak, Silung , e la visita della imponente parete sud del Kailash. Riprendiamo le nostre jeep e visitiamo i monasteri restaurati di Ciù e di Gossul in riva la Manasorovar , il sacro lago.

Riprendiamo la strada del Mayum la fino a Saga e qui, senza ritornare a Lhasa, superiamo il Brahamaputra verso il lago Paicü Tsö sotto l’imponente bastionata dello Xixapagma (8.102 m) e delle montagne più settentrionali del Langtang Himal raggiungendo lo spartiacque e scendendo attraverso la valle di Nyalam fino in Nepal e Kathmandu . Un giorno libero in città ed infine il volo di ritorno in Italia.