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"V'è quivi fuori di strada un monte sterminante alto, molto largo di
circuito, nella sommità ricoperto dalle nuvole e da perpetue nevi e ghiacci,
e nel resto molto orrido e rigido per l'acerbissimo freddo, che in esso
fa".
Ippolito Desideri S.J. 1716 
Questa la prima descrizione fatta da un occidentale del monte Kailash che,
sacro alle religioni Induista, Buddista, Bön e Janica si innalza aldilà
dell’Himalaya sul pianoro Tibetano, ed è considerato il centro del mondo da
milioni di fedeli. Per i Tibetani, ogni giro compiuto a piedi attorno alla
montagna è un ulteriore avvicinamento al Nirvana. Alcuni affrontano i
cinquanta chilometri del kora (il periplo della montagna) in una sola
giornata, altri impiegano anche due settimane procedendo con una infinita
serie di genuflessioni. Il gruppo raggiungerà il Kailash mescolandosi ai
fedeli che vanno in pellegrinaggio al sacro monte. In volo dall’ Italia a
Kathmandu in Nepal ed a Lhasa in Tibet. Una visita
all’imponente Potala , simbolo della potenza temporale dei grandi
abati lamaisti, ed al Jokang la cattedrale sacra a tutti gli ordini
monastici del vajrayana. Formiamo la nostra carovana di jeep e lasciamo la
regione di Ü per entrare in quella più ad ovest dello Tsang. Gli autisti ci
condurranno sulla pista che in cinque giorni porta a Darchen. Lungo la
strada visiteremo Gyantze con l'imponente Kum Bum e il monastero di
Pelkor Chode e poi Shigatse con il monastero di Tashi Lupo residenza
un tempo del Panchen Lama. Poi continueremo lungo la valle del Tsangpo (Brahamaputra)
abbandonando la regione dello Tsang ed entrando negli immensi territori dove
vagano i pastori Drokpa. Fra colline di 6.000 metri, pascoli, dune di sabbia,
guadi e spazi sterminati incontreremo le loro tende nere e le mandrie di jak
che punteggiano i pendii attorno agli accampamenti. In un ambiente dove ogni
montagna presenta i colori più vari, raggiungiamo il Mayum la ed
entriamo nel bacino del fiume Sutlej. Finalmente la piramide cristallina del
Kailash comparirà di fronte a noi. Disposto sul margine settentrionale della
piana di Bharka, il villaggio di Darchan (grande barriera di
preghiera) (4.620 m) è il punto di appoggio da cui inizia il pellegrinaggio
attorno al Kailash : una dozzina di case ed una tendopoli. Lo sguardo
spazia per più di cento chilometri oltre la piana delimitata dai sacri laghi Manasarova
e Raksas , l’imponente Gurla Mandahta si staglia isolato
sull’orizzonte meridionale ed alle sue spalle fan capolino le cime nepalesi
del Saipal (7.031 m), dell’ Api e quelle del Garwal Himal in
India. Da tutta l’immensa regione di Ngari (il Tibet occidentale) centinaia
di pellegrini sono convenuti per innalzare il nuovo Tarboche ed intraprendere
il kora (periplo della montagna): indossano cappelli dalle più strane
fogge; sopra la chuba, la grande palandrana scura, portano fasce
coloratissime. I più poveri si difendono dal freddo con abiti tagliati nella
pelle di yak, le donne che giungono dal nord indossano mantelli rossi e neri.
Con la nostra carovana di yak e cavalli, li seguiremo affrontando il cammino
in tre giornate ed incontrando i pellegrini Bön che compiono il kora in senso
inverso al nostro. Le tappe di questo percorso religioso ed esoterico si
snocciolano come il rosario fra le mani dei pellegrini: i quattro chhatsal
ghang (luoghi di genuflessione), il sacro palo o Buddha (tib.
shapje dragdo), il Chorten Kang gni (lett.: chorten d’ingresso del
kora), i luoghi legati alla leggenda di Gesar di Ling il lago Gaurikhund
(tib. Tuuje Chempo tshom; lago del grande e compassionevole Bodhisattva),
ed i gompa di Chhö-ku (pr. ciocu, 4.820 m), Driraphung (pr.
Tintipu), Zutrulpugh . Il punto più elevato è il Dolpa La a
5.600 metri. Chi lo valica, ci ricorda Lama Govinda, entra in una nuova
vita.Tornati a Darchen , una breve salita permette la visita dei
monasteri di Gyengtak, Silung , e la visita della imponente parete sud
del Kailash. Riprendiamo le nostre jeep e visitiamo i monasteri restaurati di
Ciù e di Gossul in riva la Manasorovar , il sacro lago.
Riprendiamo la strada del Mayum la fino a Saga e qui, senza
ritornare a Lhasa, superiamo il Brahamaputra verso il lago Paicü Tsö sotto
l’imponente bastionata dello Xixapagma (8.102 m) e delle montagne più
settentrionali del Langtang Himal raggiungendo lo spartiacque e
scendendo attraverso la valle di Nyalam fino in Nepal e Kathmandu
. Un giorno libero in città ed infine il volo di ritorno in Italia.
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